Macchina di Santa Rosa

E’ una torre realizzata, fino a qualche decennio fa, con carta pesta montata su un telaio di legno.
Oggi quel sistema è stato abbandonato e sostituito con materiali vari, come resina, plastica e fibra di vetro, sostenuti da una intelaiatura di tubi in acciaio.
Viene trasportata la sera del 3 Settembre di ogni anno, con inizio alle ore 21, da Porta Romana al sagrato della Chiesa di santa Rosa.
Illuminata da centinaia di luci sia elettriche che a fiammella viva e ogni cinque anni, ad eccezione di eventuali deroghe, viene modificata completamente.
Può raggiungere l’altezza di trenta metri ed un peso di cinquanta quintali circa.
Trasportata a spalla da cento, centoventi, uomini che sono detti Facchini di Santa Rosa.

Bozzetto


la nuova Macchina di S. Rosa viene scelta con un appalto-concorso bandito dal comune

Il 24 gennaio 2004 il sindaco di Viterbo Giancarlo Gabbianelli e la commissione giudicatrice annunciano alla popolazione l’esito della loro valutazione: La macchina per il quinquennio 2003/2007 sarà “Ali di Luce”.
La scelta ha premiato l’innovazione di una costruzione dal design contemporaneo realizzata mediante l’impiego di materiali moderni.
Successivamente i bozzetti partecipanti al concorso vengono esposti a S. Giovanni degli Almadiani.

    • Altezza: 28 metri peso: 52,5 q
    • Illuminazione: 800 bicchieri con fiamma viva e circa 3000 punti luce elettrica
    • portata a spalla da: 91 uomini fissi più 20 nei tratti in cui la strada si allarga
    • Baricentro: 6,80 metri da terra Dimensione base: 6,00×4,30 metri
      colore: argento
    • Iconografia: FAUL, leone dello stemma di Viterbo, fusi delle fontane viterbesi, Loggia del palazzo papale; Angeli del Monteverdi, fine ’880
Ali di Luce

Ali di Luce

Trasporto

la macchina di S. Rosa è una torre luminosa del peso di 50 quintali e alta 28 metri che ospita sulla sommità la statua di Santa Rosa. Ogni anno, a Viterbo, la sera del 3 settembre, questo “campanile che cammina” sfila per le strade della città, trasportata a spalla da cento facchini.

Nel suo incedere attraverso le strette vie del centro, lungo un percorso di circa un chilometro, la “bole illuminata” rasenta le facciate di case e palazzi e supera in altezza i tetti; il riverbero delle sue fiammelle rischiara le strade buie della città, gremita da una folla esultante e commossa

la Storia


il 15 Maggio 1512 il Consiglio comunale consacra ufficialmente la festa in onore di santa Rosa
Locandina Santa Rosa
Prima Macchina di Santa Rosa

La Macchina di santa Rosa è una torre realizzata, fino a qualche decennio fa, con carta pesta montata su un telaio di legno.
Oggi quel sistema è stato abbandonato e sostituito con materiali vari, come resina, plastica e fibra di vetro, sostenuti da una intelaiatura di tubi in acciaio.

E’ trasportata la sera del 3 Settembre di ogni anno, con inizio alle ore 21, da Porta Romana al sagrato della Chiesa di santa Rosa.
Un tempo effettuava le fermate in Piazza del Plebiscito e in Piazza santa Rosa dipinta, l’attuale Piazza Verdi; da qualche anno le soste sono aumentate per consentire alla popolazione, che assiste al trasporto, di ammirare con più lasso di tempo la Macchina.
Infatti, le fermate sono in Piazza Fontana Grande, in Piazza del Plebiscito, in Piazza delle Erbe, avanti alla Chiesa di santa Maria del Suffragio al Corso Italia.

Dopo un rallentamento, all’altezza dell’imbocco di Via Mazzini, per l’aggiunta delle spallette laterali, segue la fermata in Piazza Verdi per poi, di corsa, raggiungere l’arrivo al Largo Facchini di santa Rosa.
Quando la Macchina giunge in Piazza del Plebiscito effettua un giro attorno a se stessa, è la girata, per consentire la visione di ogni suo lato agli amministratori comunali e agli ospiti che si trovano nei Palazzi dei priori, del podestà e della prefettura.
Oggi la girata viene dedicata dai facchini ogni anno ad una persona che abbia particolari meriti o ad un avvenimento importante.

E’ illuminata da centinaia di luci sia elettriche che a fiammella viva e ogni cinque anni, ad eccezione di eventuali deroghe, viene modificata completamente.
Può raggiungere l’altezza di trenta metri ed un peso di cinquanta quintali circa.

E’ trasportata a spalla da cento, centoventi, uomini che sono detti Facchini di santa Rosa.
Questi indossano un caratteristico vestito di color bianco formato da: fazzoletto legato alla corsara, camicia a maniche lunghe arrotolate sino al gomito, calzettoni, pantaloni alla zuava, fascia stretta alla vita di color rosso e scarponi alti di cuoio nero, con stringhe.

Prima dell’ultimo conflitto mondiale l’attuale fascia rossa era a righe di vario colore, come si può vedere dalle foto d’epoca.
Si è ammessi al ruolo di facchino solo se si supera una prova di forza.
Questa consiste nel sostenere sulle spalle una cassetta del peso di centosessanta chili e di portarla, senza interruzioni, per almeno settanta metri.
La formazione del gruppo che compone i facchini si divide in vari specifici incarichi.

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